TERMINA RUSSIA ’18: LE JOUR DE LA GLOIRE EST ARRIVE’ !

Dopo venti anni dall’ultimo trionfo Parigi guarda tutti dall’alto. E’ stato il Mondiale delle sorprese, del lavoro perfetto di Putin per quanto riguarda stadi e sicurezza, della grinta di Tabarez nonostante la “bestia” che bussa alla porta. E’ stato il mondiale dell’orgoglio Samurai del Giappone e dei gol all’ultimo respiro, il mondiale della debacle Albiceleste (forse definitiva?) di Leo Messi, il mondiale del tormentone estivo targato Three Lions “It’s coming home”, insomma… un Mondiale bellissimo che proverò a riassumervi.

LE DELUSIONI

Il gradino più alto del podio spetta, senza polemica, alla compagine di Joachim Löw spazzata via nel girone (ironia della sorte) da due delle Nazionali che più ci hanno fatto piangere negli ultimi anni: Corea del Sud e Svezia. La Germania fa una delle sue più brutte figure in una manifestazione sportiva ma non ricordatelo ai nostri amici Ballack e Schweinsteiger che tanto ci avevano preso in giro sui social alla vigilia del torneo. Non fa nemmeno una bella figura il Brasile che in questo Mondiale verrà ricordato soprattutto per le doti da attore Hollywoodiano di Neymar (talento indiscutibilmente cristallino ma quanti piagnistei e quante simulazioni?!). Infine Lionel Messi. La Pulga viene considerato il calciatore più talentuoso del pianeta insieme al neo juventino Cristiano Ronaldo ed è lecito che le aspettative su di lui siano altissime ma come sempre nei momenti che contano, Leo dimostra quella mancanza di carisma che fa la differenza con il suo amico/nemico Portoghese. Poco lucido, schiacciato dall’ombra di Maradona, solo un guizzo contro la Nigeria da ricordare per lui. Non basta: assente ingiustificato.

 

TRA VAR E POLITICA

Se è stato un Mondiale bellissimo molto lo dobbiamo anche alla VAR che ha assunto un ruolo decisivo in ben 29 gol e moltissimi falli dubbi in area. La moviola in campo sembra essere un ottimo esperimento.

Non sono mancati nemmeno i disguidi a sfondo politico. Le “aquile” Kosovare di Xhaka e Shaqiri (volevo ricordarvi che i due ragazzi militano nella Nazionale Svizzera e già questo punto potrebbe scaturire altre polemiche) sventolate con fierezza dopo la vittoria (sportiva) ai danni dei “nemici” Serbi, l’esultanza di Vida (a mo’ di polemica pro Ucraina) dopo la vittoria della sua Croazia contro i padroni di casa (poi fischiatissimo in semifinale), Putin nel “giorno del ringraziamento” ai ventitre atleti Russi, Macron ergersi a capopopolo nello spogliatoio della Francia dopo la vittoria finale. Il binomio calcio/politica è stato quasi totale.

LE SOPRESE

Meriterebbe un articolo a parte il capitolo “Sorprese”.

Iniziamo con il calcio brutto ma ordinato dei nostri giustizieri: la Svezia. I vichinghi hanno centrato uno storico quarto di finale senza Zlatan FiglioDiZeus Ibrahimovic eliminando nei gironi la Germania, agli ottavi la Svizzera e sbattendo contro il muro Inglese nei quarti. Brutti ma efficaci, voto: 6.5.

Un grandissimo plauso va fatto all’animo Samurai del Giappone che vince il suo girone ma perde, praticando il famoso rito dell’ Harakiri, la partita della vita nei minuti finali con il Belgio nonostante i due gol di vantaggio. Bellissimo il bigliettino lasciato negli spogliatoi a fine partite con scritto “GRAZIE”. Il Dio del calcio sa essere crudele ma vi ricorderemo ! Voto: 8.

Se esistono Nazionali che sul campo esprimono cosa significhi giocare per il proprio Paese, quelle squadre non possono che essere Uruguay e Russia. I primi ispirati da un calciatore che del sacrificio fa la sua arma vincente, ma soprattutto guidati da un “padre” che di nome fa Oscar Tabarez ed è conosciuto al mondo come il “Maestro”. Poteva rifiutare di accompagnare il suo Uruguay al mondiale per le sue precarie condizioni di salute ma ha preferito lottare e trasmettere i “suoi” valori e quelli di un popolo intero ai suoi ragazzi. Se in qualsiasi vocabolario dei sinonimi cerchiamo la parola “grinta” molto probabilmente vi troveremmo: Tabarez. Ti auguro un grande “in bocca al lupo” Mister !

Va menzionata anche la padrona di casa Russia che si veste “a festa” per questa importante edizione e riesce nell’impresa di arrivare ai quarti con continui capovolgimenti di fronte. Partita spettacolare contro la Croazia persa ai rigori in perfetto stile “poeta suicida Russo” con il cucchiaio andato a male di Smolov.

Poteva rientrare tra le soprese un’altra Scandinava come la Danimarca che si ferma soltanto ai rigori, agli ottavi, contro la Croazia. Rimarrà dinanzi agli occhi di tutti la bellissima scena della sofferenza di papà Schmeichel ad ogni rigore parato dal figlioletto Kesper: è questo il calcio che ci piace.

 

 

“IT’S (NOT) COMING HOME” & GLI EREDI DI SCIFO E PREUD’HOMME

Se esistesse l’Oscar del tifo sicuramente quest’anno sarebbe spettato agli Inglesi. La canzone “Football’s coming home”; scritta dai Three Lions (nome che è tutto un programma) in occasione degli Europei di casa del 1996 non ha portato fortuna, ancora una volta, alla Nazionale dei tre leoni ma è stata un tormentone durante tutta la manifestazione. Scene di “festa di popolo” sia in Russia che in Patria con i tifosi stracolmi di gioia per un cammino che non era cosi emozionante dai Mondiali di Italia’90. C’è da specificare il perché gli Inglesi, anche se la loro bacheca grida vendetta dai famosi mondiali del 1966 targati Moore&Beatles, sono fissati con questa canzone che tradotta nella nostra lingua signfica “Il calcio è tornato a casa”? Hanno solamente vinto un Mondiale, nonostante gli dobbiamo tanto per aver regalato al mondo il gioco del calcio, eppure sono cosi snob, cosi British. Se prestiamo attenzione al testo ci accorgiamo che è molto ironico e che spinge i figli della Regina a credere nella vittoria nonostante le numerosi delusioni.

Cori e tifosi a parte, la squadra del generale/CT Gareth Southgate esprime davvero un bel calcio, organizzato e mai noioso da vedere. Cestinato il vecchio stile inglese, la squadra gioca palla a terra e quasi sempre di prima con un ottimo finalizzatore e capocannoniere del Mondiale Harry Kane. Southgate è riuscito a fondere esperienza e spregiudicatezza ringiovanendo di molto l’età media della squadra (vedi i vari Pickford, Rashford, Dele Alli, Maguire, Lingard e tanti altri). L’ottimo 4 posto ottenuto è frutto di un lavoro iniziato nel Novembre del 2016 quando l’attuale Commissario Tecnico è salito al comando dalla Nazionale Under 21. L’Inghilterra “butta via” il Mondiale in Semifinale contro i Croati sprecando tanto, ma come faceva quella famosa canzone degli Oasis? Si, proprio quella che hanno cantato i tifosi a partita persa. “Don’t look back in anger. I heard you say”: sublime.

Merito anche alla compagine Belga che ottiene il suo miglior risultato della storia ai Mondiali di calcio centrando un 3 posto che ha il sapore di una (quasi) vittoria. Squadra di un talento eccezionale: Cortois, Kompany, Hazard, De Brunye, Mertens, Lukaku, Carrasco. Non tutte le Nazionali possono vantare una qualità cosi alta. Hanno pagato un atteggiamento remissivo deragliando in semifinale contro la Francia. Poteva fare meglio ma anche (molto) peggio. Storica vittoria sul Brasile ai quarti: bravi !

IL SOGNO CROATO & “LIBERTE’, FRATERNITE’, MBAPPE’”

La favola più bella, e purtroppo con un epilogo triste, è stata scritta dalla Croazia. Un Paese di 4 milioni di persone (la Campania conta quasi 6 milioni di abitanti per intenderci), nata dalle ceneri dell’ex Jugoslavia nel 1991. La squadra che ha corso più di tutti, una squadra fatta di guerrieri che non molla un centimetro, una squadra di UOMINI. I ragazzi del CT Dalic hanno vissuto sulla loro pelle gli orrori della guerra post Tito e in campo hanno lottato come leoni con l’intento di regalare una gioia (pià che meritata) alla loro gente. A mio parere, in questo mondiale, ha avuto il calciatore più forte e romantico di tutti: Luka Modric. Classe da vendere, tecnica di base pazzesca rendono il centrocampista del Real Madrid il miglior interprete del suo ruolo al mondo. Spero con tutto il cuore che il pallone d’oro sia una corsa a due con l’altro “extraterrestre” (Mbappè). Croati straordinari: voto da 9 in pagella.

Chiudiamo con l’elogio ai Campioni del Mondo e al loro allenatore Didier Deschamps. La vittoria dei cugini d’Oltralpe è un omaggio alla Francia coloniale. Dal punto di vista tecnico a vincere è stata la più forte, da quello spettacolare sinceramente no.Didier, con il senso del sacrificio che lo ha sempre distinto anche da calciatore, ha accettato la scottante panchina dei galletti dopo il tonfo del Mondiale 2010 e degli Europei 2014. Guida la Francia fino ai quarti nel 2014 e perde in modo rocambolesco gli Europei di casa del 2016. Ricordo ancora come se fosse ieri. Critici, giornalisti ed esperti di calcio francesi non furono leggeri con lui dopo il gol di Eder in finale Europeo.

Questa vittoria è anche merito suo e ricordiamoci che soltanto Zagallo e Beckenbauer, prima di lui, possono vantarsi di aver vinto il Mondiale sia da calciatori che da allenatori. A trascinare Les Blues sul tetto del mondo sono stati stelle del calibro di Griezmann, Pogba, Varane, Matuidi, ma soprattutto del baby fenomeno Mbappè. Se nasci nel Dicembre del 1998 e a soli 19 anni risulti essere il più giovane a segnare in un Mondiale, se viene scomodato un Dio come Pelè qualcosina devi pur avere! Kylian Sanmi Mbappé Lottin possiede un’accelerazione pazzesca abbinata ad una tecnica sopraffina e ad un senso del gol che pochi hanno. A 19 anni sei Campione del Mondo ed hai ancora una carriera (che promette tanti altri successi) davanti. Diciamo che nei miei sogni più folli a quell’età avrei sicuramente sognato di essere come Kylian. Mondiale straordinario il suo. Sei nella leggenda, bravissimo !

Concludo con questo mio “piccolo” articolo per Inespresso con un pensiero dedicato alla nostra bistrattata Nazionale. Siamo usciti con le ossa rotte da questa mancata qualificazione. Spesso si migliora prendendo esempio. Guardiamo al modello giovani che applicano in Inghilterra e alla loro programmazione, allo spirito di sacrificio dei calciatori Croati ed impariamo a “cantare” anche nei casi di sconfitta perché la partita è bella anche se va male. Investiamo nei settori giovanili e puntiamo sui Chiesa, i Caldara, i Rugani fino ai Pellegrini passando per i Cristante e valorizzando i vari Belotti, Immobile, Insigne, Balotelli, El Sharaawy. Il talento c’è e spetta al nuovo Commissario Tecnico Roberto Mancini sfruttarli al meglio. Non vogliamo e non possiamo permetterci un’altra manifestazione da semplici spettatori !